|
Costantino
è nato nel 1970 a Firenze. Nel '96 si è iscritto
all' Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel
1999 si è diplomato sostenendo la tesi in incisione dal
titolo: <<Espressionismo. La xilografia del gruppo Die Brueke>>.
Vive e lavora a Parigi da dicembre 2006.
--
-- -- --
E’ evidente il riferimento alla pittura
di genere espressionista.
E’ il tipo di pittura che si può servire di un
certo obiettivo fotografico: un obiettivo che si posa sull’uomo e ne scruta la
vera identità, quella meno visibile.
La conformità alle regole dettate dalle
tradizioni, le convenzioni sociali, gli obblighi morali imposti dalle
preoccupazioni di 'apparire' piuttosto che di 'essere'; tutto questo viene
inteso come una grossa bolla di sapone in cui è rinchiuso gran parte del nostro
mondo che, secondo certa filosofia, aiuta a vivere meglio.
Costantino cerca di
descrivere la sua avversità con le gocciolature, i volti inventati, la pittura
gestuale; costruire uno specchio nero su cui la bolla di sapone difficilmente può
specchiarsi. E finalmente scoppiare.
Se il volto riesce a raccontare certe ansietà del vivere quotidiano,
molto spesso anche gli oggetti possono assurgere a questa funzione sotto forma
di metafore e similitudini. Dopotutto gli oggetti vengono usati dall’uomo e la
disposizione casuale di questi crea talvolta – se si ha voglia di osservare
– delle situazioni poetiche in cui chiunque può inciampare.
Allo stesso modo
si osservano le piante, i paesaggi, il buio della notte. Felicemente o con
malinconia la mente crea la sua poesia.
Costantino dipinge con irruenza. Il “caso” non lo considera nel suo
termine più conosciuto ma una 'conseguenza del fare pittorico' : un
aiuto e uno stimolo assolutamente pregno di energia propria col quale lavorare
in simbiosi.
Nell’osservazione delle figure impresse sulla tela sembra voglia fermare quel momento sfuggente che durante la vita frenetica d’ogni
giorno si presenta per una volta soltanto. Irripetibile.
T. Salvegli
|
|
Dal 6 al 28 febbraio 2009 mostra personale
alla FYR gallery Firenze,
a cura di Francesca Spisto |

foto
della mostra
|
|
I lavori di questo artista non lasciano indifferenti; dai volti che si stagliano dalle tele si connota un momento di forte impatto emotivo. La corposità del colore, steso per campiture ampie e irruente, è la materia per la costruzione di volti "trasfigurati" dalla grande capacità espressiva. I protagonisti delle opere si mostrano con la loro presenza e la loro umanità privi di ogni pregressa maschera sociale, in una pittura sincera e profonda.
I cromatismi accesi non propongono riferimenti naturalistici tanto che la corporeità degli individui è richiamata soprattutto dall'aspetto materico della pittura di Costantino. In alcune tele compaiono leggere gocciolature, che non sembrano condurre agli esiti della pittura gestuale, piuttosto consentono di porre l'accento sul liquefarsi dei volti nell'ansietà del vivere accompagnando lo sguardo del visitatore verso quei protagonisti, così inquieti e, proprio per questo, così umani.
La mostra prevede, inoltre, la presenza di alcune xilografie anche queste ad alto gradiente poetico ed espressivo. Se nelle tele buona parte della potenza espressiva risiede nel uso del colore, in tutte le sue accezioni, nelle xilografie è il segno a diventare il fulcro. Le immagini si compongono di tratti energici, di grande qualità nei quali è possibile individuare suggestioni e rimandi figurativi alle opere di Munch e della Brücke. Con Costantino ci troviamo di fronte ad una serie di opere vibranti, in grado di coinvolgere anche il visitatore meno attento.
Dal 2006 Alessandro Costantino ha scelto di abitare a Parigi per rivivere i luoghi dove tante generazioni di artisti hanno dato origine all'arte contemporanea più vicina al suo sentire.
Presenta la mostra il giornalista e critico d'arte Umberto Putzu, il quale rileva come "...i volti e le figure di Costantino riflettano tra contrappunti di colore e sequenze immediate, il disagio umano come specchio della nostra quotidianità: autentici flash di rappresentazioni istantanee per una ricerca di consapevolezza, espressa nella spontaneità critica della gestualità pittorica."
|
|
|
Principali esposizioni:
:: 1999
- esposizione xilografie, Backnanger (Germania)
- mostra personale spazio espositivo Parterre, Firenze
:: 2000
- collettiva Galleria Fyr,
Firenze
- mostra personale spazio espositivo Rex, Firenze
- mostra personale spazio espositivo Cardillac, Firenze
- collettiva Ken's Art Gallery, Firenze
:: 2001
- collettiva Ken's Art Gallery, Firenze
:: 2002
- mostra personale Galleria Studio Interior, Lidi Ferraresi
- mostra personale Galleria d'arte G. Farinella, S.S. Romea
:: 2003
- 'Nuove Proposte', collettiva del Centro Modigliani, Scandicci (Fi)
- collettiva del Centro Modigliani, Scandicci (Fi)
- mostra personale Galleria d'arte G. Farinella, S.S. Romea
- mostra personale spazio espositivo Art Bar, Campi Bisenzio (Fi)
:: 2004
- xilografie all'Ulisse, FGA, (Fi)
- mostra personale atelier via Gioberti,Firenze
- esposizione personale atelier Manetti, New York City
- fiera OhBei, Milano
- collettiva 'Linking Square', Scandicci (Fi)
:: 2005
- "Femmina", mostra personale spazio espositivo Piccolo, Firenze
- mostra personale atelier via Gioberti, Firenze
:: 2006
- collettiva Galleria Fyr,
Firenze
:: 2007
- 29 e 30 settembre: Portes Ouvertes - Ivry-Sur-Seine, Parigi
- esposizione personale atelier Manetti, New York City
- 8 e 9 dicembre, "tre artisti chez Monique Attias-Leroy",
Parigi
:: 2008
- mostra personale spazio espositivo L'autre Café, Parigi
- mostra personale spazio espositivo Zabar, Parigi
- mostra personale spazio espositivo Tribar, Parigi
- collettiva Galleria Fyr,
Firenze
- collettiva spazio espositivo HVaugirard, Paris
:: 2008
- mostra personale Galleria Fyr,
Firenze
:: 2009
- 6 -28 febbraio: mostra personale Galleria Fyr, Firenze - a cura di Francesca
Spisto
|